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Gruppo Astrofili Pesarese

...................................................................Martedì 07 Febbraio 2012

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65 milioni di anni fa: l'asteroide dell'apocalisse
di Fabio Arcidiacono

Non potremmo mai indicare con precisione la data del momento in cui un asteroide cadde sulla Terra decretando la fine del dominio dei dinosauri, ma molto probabilmente possiamo collocare quell'evento circa 65 milioni di anni fa.

Scoprire il perché i dinosauri scomparvero ha impegnato i paleontologi per molto tempo. Essi avanzarono diverse teorie fino a quando il lavoro paziente e testardo del geologo Walter Alvarez (Fig.1) permise di raccogliere una serie di prove che l'estinzione dei dinosauri era dovuta molto probabilmente ad un evento catastrofico.

Fig. 1 Il gruppo di Berkeley nel 1980 che ha lavorato attivamente nel trovare le prove della caduta di un'asteroide come causa dell'estinzione dei dinosauri. Da destra a sinistra: Luis Alvarez, Walter Alvarez, Frank Asaro e Helen Michel.

Un'enorme roccia caduta dallo spazio 65 milioni di anni fa, producendo un gigantesco cratere nella penisola messicana dello Yucatàn, ha disturbato l'ecosistema al punto che una gran quantità di piante e animali scomparve per sempre.

Cronaca dell'impatto: (cliccare sopra le immagini per ingrandirle)

impatto1_small.jpg (9904 byte) Ü Pochi secondi prima dell'impatto: un asteroide o una cometa, con un diametro almeno di 10 km e alla velocità di circa 50 km/s, sta entrando in collisione con la Terra. (dipinto di W.K. Hartmann)

impatto2_small.jpg (11302 byte)
Ü Il momento dell'impatto dell'asteroide che causò l'estinzione dei dinosauri. (dipinto di W.K. Hartmann)

impatto3_small.jpg (9790 byte)
Ü La collisione creò un enorme maremoto (tsunami) con onde alte forse alcuni chilometri. Lo tsunami distrusse tutte le fasce costiere nei pressi del luogo dell'impatto, sommergendo i dinosauri delle zone circostanti. (dipinto di Don Davis)
impatto4_small.jpg (8836 byte) Ü Le varie onde di distruzione causate dall'impatto produssero una tale quantità di detriti atmosferici che tutta la Terra ne viene avvolta. Impedendo il passaggio della luce solare, lo strato di polvere fa sprofondare il pianeta nella totale oscurità per diversi mesi. E' stato questo "inverno da impatto" a causare probabilmente l'estinzione dei dinosauri e di metà delle altre forme di vita. (dipinto di W.K. Hartmann)
impatto5_small.jpg (10675 byte) Ü Il cratere Chicxulub dell'apocalisse. Al ritorno della luce solare, apparve l'immenso cratere che si formò su quella che oggi è la costa settentrionale dello Yucatan (dipinto di W.K. Hartmann)

L'idea che un asteroide avesse causato una tale estinzione di massa cominciò a maturare nella mente di W. Alvarez nel 1975, durante alcuni studi degli strati di Scaglia Rossa prelevati nella Gola del Bottaccione a Gubbio (Perugia).

cartinaKT_small.jpg (46794 byte)
Clicca sopra per ingrandire

Fig. 2. La cartina che permette di individuare le zone dove trovare l'affioramento del livello KT. La freccia 1 indica l'affioramento nella Valle della Contessa mentre la freccia 2 indica l'affioramento nella Gola del Bottaccione. Le foto sotto riportate riguardano l'affioramento nella Valle della Contessa; lungo la statale n.452, passata la galleria in corrispondenza del valico in direzione di Gubbio, lungo la discesa si incontra un ponte che passa sopra la strada. Prima di questo ponte, sulla destra, è facilmente individuabile l'affioramento riportato in Fig. 3.

La Scaglia Rossa è una successione di rocce sedimentarie, individuabile nell'area Umbro-Marchigiana, formata dal deposito di particelle sul fondo del mare in strati approssimativamente orizzontali. In questo caso le particelle sono perlopiù granuli di calcite (carbonato di calcio) derivati da gusci di microrganismi, che formano la roccia sedimentaria chiamata calcare. Successivamente, durante la formazione della catena appenninica, la Scaglia Rossa venne sospinta verso l'alto e deformata, come mostra l'inclinazione di circa 45° degli strati nella Fig. 3

KT1.jpg (262433 byte)
Fig 3. L'affioramento del Livello KT (indicato dalla freccia) nella Valle della Contessa, vicino a Gubbio. Si noti l'inclinazione a 45° circa degli strati sedimentari.

Durante alcuni studi sull'inversione del campo magnetico terrestre, W.Alvarez notò che i microfossili dei foraminiferi (predatori unicellulari che fluttuano presso le superfici degli oceani profondi) presenti nei due strati diversi di Scaglia Rossa corrispondenti al passaggio tra i periodi del Cretaceo e la base del Terziario (Limite KT, per il fatto che i geologi usano la lettera K per simboleggiare il Cretaceo e T per indicare il Terziario) erano alquanto diversi. Mentre i microfossili dei foraminiferi dello strato del Cretaceo erano abbondanti e grandi come granelli di sabbia, i microfossili dei foraminiferi dello strato del Terziario erano invece piccolissimi. Era questo il primo indizio dell'estinzione di massa subita da questi predatori unicellulari in un'epoca remota, indizio appoggiato da altri due fatti:

  • la presenza in vari affioramenti a Gubbio di uno strato di argilla rossa (vedi Fig. 4) spesso circa un centimetro e privo di fossili, tra l'ultimo strato di calcare con foraminiferi del Cretaceo e il primo strato di calcare contenente i foraminiferi del Terziario;
  • l'estinzione dei microfossili marini che segnava il Limite KT nei calcari di Gubbio era all'incirca contemporanea alla famosa estinzione dei dinosauri.

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Fig 4. Un particolare dell'affioramento del Livello KT nella Valle della Contessa: lo strato di argilla rossa spesso 1-2 centimetri (indicato dalla freccia) posto tra lo strato di calcare biancastro del Cretaceo e gli strati calcarei rossastri del Terziario. Nella foto lo strato risulta scavato a causa dei frequenti prelievi eseguiti da studiosi e curiosi.

Tutto ciò colpì l'attenzione del giovane geologo Alvarez che da quel momento in poi si buttò nella ricerca del perché della grande estinzione di massa avvenuta 65 milioni di anni fa.

Nel 1978 Alvarez trovò una prova (forse la più importante e famosa!) fondamentale per appoggiare la tesi che fu un grande asteroide a causare l'estinzione di massa tra il Cretaceo e il Terziario: la scoperta, attraverso particolari analisi chimiche, di un contenuto anomalo di Iridio nello strato di argilla rossa. L'Iridio è un elemento chimico molto raro sulla superficie terrestre mentre è presente negli asteroidi. La scoperta di questa anomalia dell'Iridio nell'affioramento di Gubbio e anche in Danimarca mise in evidenza che l'anomalia era una caratteristiche globale e non locale. La tesi che fosse stato un asteroide a decretare la fine dei dinosauri divenne sempre più valida.

Da quel momento furono raccolte altre prove di cui la più significativa è il ritrovamento del cratere d'impatto (cratere detto Chicxulub), o meglio quello che ne rimane (Fig. 5 e Fig. 6). E' del 1991 la pubblicazione di un articolo da parte di un team di scienziati in cui si presentavano gli studi dei rilevamenti gravimetrici condotti fin dal 1950 nello Yucatan dalla PEMEX, azienda petrolifera messicana. L'indagine gravimetrica dello Yucatan ha messo in risalto un'enorme struttura circolare, nascosta sotto la superficie e con centro a Puerto Chicxulub, sulla costa settentrionale, vicino a Merida.

yucatan.jpg (61527 byte)
Fig. 5 La penisola dello Yucatan dove si trova la cittadina di Chicxulub.
CHICX.jpg (81478 byte)
Fig. 6 Le anomalie del campo gravitazionale permettono di mostrare il cratere Chicxulub

>Nel 1994 abbiamo avuto la possibilità per la prima volta di assistere in diretta all'impatto di una cometa su un pianeta.
Dal 16 luglio al 22 luglio diversi frammenti della cometa P/Shoemaker-Levy 9 hanno colpito Giove con effetti drammatici. Questa è stata la prima collisione fra due corpi del sistema solare mai osservata. La cometa Shoemaker-Levy 9 consisteva di 20 frammenti (disgragazione dovuta alle intense forze gravitazionali subite durante un precedente passaggio ravvicinato con Giove) aventi alcuni un diametro fino a 20 km che caddero su Giove alla velocità di circa 60 km/s. I diversi impatti causarono dei pennacchi alti diverse migliaia di chilometri, calde bolle di gas nell'atmosfera gioviana e grandi e scure "cicatrici" nell'atmosfera visibili anche con piccoli telescopi dalla Terra che durarono diverse settimane.

SL9_.Giove.jpg (109923 byte)

Fig. 7 Immagine di Giove ripresa dall' Hubble Space Telescope Planetary Camera. Sono visibili ben otto punti d'impatto. Da sinistra a destra sono visibili i punti d'impatto E/F (appena visibili nel bordo sinistra del pianeta), il sito H a forma di stella quasi al centro, il minuscolo punto di impatto N, Q1, il piccolo Q2, e R e, al bordo destro il complesso d'impatto D/G. Le caratteristiche di questi punti d'impatto ebbero una rapida evoluzione nel giro di pochi giorni. le strutture più piccole nell'immagine hanno dimensioni di circa 200 km.
Questa immagine è stata ottenuta mediante la composizione di più immagini riprese con tre filtri diversi, a 9530, 5550 e 4100 Angstroms.
Credit: Hubble Space Telescope Comet Team

Per approfondire gli argomenti trattati in questo articolo vi consiglio di visitare i seguenti siti internet:
Impact Theory of Mass Extinction
Meteore, meteoriti e impatti
Gli asteroidi
Walter Alvarez
Comet Shoemaker-Levy Home Page (JPL)

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