L'astrofilo, uno strano animale di Mucci Maurizio

Cari amici,
oggi parleremo di quel strano "animale" che è l'astrofilo.
Ci sono due grosse teorie, contrapposte, che cercano di spiegare la nascita e l'evoluzione
di questa
sottospecie umana. Grosse discussioni accademiche non sono riuscite neppure a mettere luce
ai caratteri che lo contraddistinguono dagli altri umani.
Ma, allora, chi è un astrofilo?
Un contemplatore disinteressato del cielo stellato, disposto a trascorrere la notte
sveglio, all'aperto, al freddo, alle prese con i suoi utensili: telescopi, macchine
fotografiche, binocoli e computer.
Già in antichi scavi figure raffiguranti "esseri" che osservavano il cielo
erano state scoperte, ma si presume che si trattava d'astronomi al servizio del
regnante, quindi non astrofili. D'altra parte in tempi antichi non esisteva illuminazione
artificiale, quindi il cielo si mostrava in tutta la sua magnificenza e francamente penso
che l'unica attività serale era, oltre il dedicarsi alla riproduzione della specie, la
contemplazione del cielo stellato: gli antichi potevano osservarlo come noi possiamo farlo
oggi solamente nel deserto o in mezzo all" oceano. Quindi all' alba della nostra
civiltà gli astrofili dovevano essere numerosissimi.
Ma l'uso della parola astrofilo è piuttosto recente.
Egli non è solamente un contemplatore del cielo stellato, ma è anche uno studioso di
esso, nei limiti dei propri strumenti amatoriali e contribuisce allo sviluppo dell'
astronomia, intesa come ramo scientifico del sapere. Tutto questo in antichità non
accadeva e avvalora la seconda corrente di pensiero, secondo la quale l' "animale
" astrofilo è un prodotto della civiltà moderna.
Non sappiamo quali caratteristiche facciano cambiare un uomo in astrofilo, oltre l'
incontrollata passione per il cielo stellato; non è chiara la molla o il fattore
scatenante di questa metamorfosi: può accadere nell' infanzia, nell' adolescenza, nella
maturità: insomma brancoliamo nel buio. L' unico elemento certo è che da quel momento in
poi l' individuo non sarà più lo stesso di prima, sentirà sempre il richiamo di
osservare le stelle, di compiere osservazioni, di effettuare misure astronomiche, di
eseguire astrofotografie e al calare della sera la febbre salirà altissima, pronto a
sfidare il freddo e il sonno in un remoto cucuzzolo di una montagna; ma se ci sarà il
maltempo la sua delusione sarà pesante, aspettando con ansia la prossima notte.
Molto recentemente si è scoperto che l' astrofilo è anche un animale socievole e si
raduna in gruppo, una specie di tribù, dove si scambiano esperienze e si appaga l'insaziabile
sete di sapere. I rapporti tra le tribù non sono facili, anzi specialmente con i gruppi
confinanti sono difficili: la sana competizione e un pizzico d'invidia ostacolano i
buoni rapporti di vicinato.
Anche all' interno del gruppo ci possono essere accese discussioni: la voglia di
migliorare e l' entusiasmo alle "stelle" dominano la scena.
Come fare per individuarli?
Di giorno è praticamente impossibile, si mischiano con gli altri umani molto bene. Certo
si sono visti astrofili in pieno giorno, mentre misuravano la distanza angolare tra il
Sole e la Luna con le braccia distese, ma si trattava d'eventi eccezionali e unici.
Anche di notte non è facile vederli, essi scelgono i loro siti osservativi tra i luoghi
più bui ed inaccessibili. Solo durante la loro attività di divulgazione sono facilmente
individuabili: conferenze, osservazioni pubbliche sono le occasioni migliori.
Cari amici non abbiate paura di noi astrofili, non esitiate a farci domande: la voglia
di trasmettere i nostri interessi a tutti è forte e saremo sempre disposti, nei limiti
del possibile, a togliere i vostri dubbi.
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