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Gruppo Astrofili Pesarese

...................................................................Domenica 05 Settembre 2010

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DOMANDE E RISPOSTE PIU' RICORRENTI aggiornato al 31 agosto 2003

D. Sto cercando un corpo illuminate cut-off (non inquinante e non abbagliante) da utilizzare in parchi, giardini al posto delle sfere che abbagliano e disperdono luce in tutte le direzioni, possibilmente ad un costo contenuto, così posso proporlo all'azienda con cui collaboro, che realizza tutti gli impianti di illuminazione della mia città e zone limitrofe (IMOLA (Bo) - FAENZA (Ra) e comuni limitrofi) per avere finalmente un cielo più visibile a tutti. (Ing. Alberto Ricci Petitoni)
R. Egregio Ingegnere, come segnalato dal nostro Marco Vedovato, sul sito di CieloBuio trovera' molti modelli utilizzabili al suo scopo. A titolo di esempio cito l'Ecolo di AEC Illuminazione, il SiPark di Siteco, l'Argo di IGuzzini, il Thyiria di Grechi. Vorrei aggiungere pero' due raccomandazioni: qualunque sia la vostra scelta finale è importante che le potenze installate siano il minimo indispensabile e che se fosse necessario utilizzare lampade a luce bianca, si ricorra a lampade fluorescenti compatte e non ad alogenuri. La ringrazio per la sensibilita' dimostrata verso la protezione del cielo notturno e le auguro buon lavoro. (Franco Rama Antares - Astronomia e Natura Legnano)

D. Cosa si intende per Norma di Sicurezza? La UNI 10439 può essere considerata norma di sicurezza?
(Ing.Laura Cinquarla Lighting Training Team Manager - IGuzzini illuminazione srl)
R. La UNI 10439 al pari di tutte le altre norme tecniche europeee è una norma di sicurezza dettando appunto i valori da rispettare per la corretta illuminazione / sicurezza delle strade.
Il comma 1 dell'Allegato B impone"...e luminanza media mantenuta non superiore ai livelli minimi consigliati dalle norme di sicurezza, qualora esistenti, o in assenza di norme, non superiore a 1 cd/m 2 ." Qui si fa riferimento direttamente alla norma UNI10439 oppure, ad altra norma europea quale ad esempio anche la norma tedesca DIN5044 utilizzabile in tutti i paesi europei o alla prossima norma comune europea.
Traducendo quindi dalla legge Marche si devono illuminare le strade con i livelli minimi previsti dalle norme prescelte per il progetto, in base all'indice illuminotecnico ed alla possibile declassificazione della strada (indice illuminotecnico) nelle ore in cui il traffico è meno sostenuto (prevedendo quindi ove possibile i riduttori di flusso). In particolare dove le norme non danno indicazioni, edifici, strade a traffico pedonale, piazzali, grandi aree, etc... prevedere come valore di progetto una luminanza di 1 cd/m 2 . (F.Arcidiacono)

D. La riduzione dei consumi energetici può essere oottenuta con lo spegnimento parziale di alcuni apparecchi? (es. 1 ogni 3): come, questo, può essere integrato con il limite di luminanza media mantenuta indicato nel punto 1 dello stesso allegato e con i livelli di uniformità di illuminamento indicati nella 10439? La riduzione dei consumi energetici deve essere altrimenti ottenuta attraverso la riduzione di flusso di ciascuno apparecchio?
(Ing.Laura Cinquarla Lighting Training Team Manager - IGuzzini illuminazione srl)

R. 1. In primo luogo la UNI 10439 non prevede l'illuminazione di piazzali, strade a traffico pendonale, piazze, etc..... e quindi SI PUO' spegnere/parzializzare gli apparecchi SENZA PROBLEMI.
2. In molti comuni della provincia di Pesaro-Urbino, con cui sto lavorando, hanno costruito gli impianti con lo spegnimento dei lampioni in modo alternato dopo la mezzanotte; in questo modo si abbatte l'inquinamento luminoso e i consumi del 50%, seguendo perfettamente la legge 10/02 dato che questa prevede una riduzione non inferiore al 30%. Questo, dal punto di vista dell'inquinamento luminoso e del risparimio energetico e' un'ottima cosa e dal punto di vista elettrico, a detta dei tecnici, e' facilmente eseguibile e costa poco. Comporta un'alternanza di chiari chiari e scuri lungo le strade a scapito dell'uniformita' di illuminamento. Pero' non è detto che non si rispetti la norma in quanto molto spesso gli impianti, per poca conoscenza della materia, vengono sovradimensionati anche del doppio e si potrebbe, quindi, parzializzarli per l'intera notte.
Esistono anche impianti con apparecchi dotati di due lampade in grado di essere parzializzati spegnendone una.
L'idea di spegnere un lampione ogni tre, dato che continueremo ad avere una non uniformita' dell'illuminamento, direi che e' totalmente da scartare. E' meglio, allora, continuare a spegnerli in modo alternato cosi' saremmo tutti più contenti dato che l'inquinamento luminoso e i consumi sarebbero ridotti della metà rispettando ancora, ribadisco, le norme!
Nella regione Marche, con la nuova legge 10/2002, è possibile applicare la DIN5044 oppure la UNI10439 nella sua forma corretta dopo la revisione del luglio 2001. In entrambe la norme viene introdotto il flusso di traffico come parametro per definire la luminanza da applicare ad una strada. Per entrambe le norme tecniche il livello di luminanza media mantenuta è differenziata per ogni classe di strada, infatti varia a seconda delle sue caratteristiche geometriche, dell'INTENSITA' DEL TRAFFICO NELLE ORE NOTTURNE [veicoli/ora], e della durata di superamento [ore/anno]. Questo comporta la necessita' di installare i riduttori di flusso luminoso per poter ottenere una più puntuale illuminazione che risponde alle effettive esigenze e per ottenere un NOTEVOLE risparmio energetico. Il discorso migliore e', quindi, quello di progettare impianti di qualita' nei quali devono essere rispettati rigorosamente i seguenti punti:
1- 0cd/klm a 90° ed oltre (solo utilizzo di apparecchi full cut-off)
2- Valori di LUMINANZA MINIMI previsti dalle norme (quindi NON SOVRAILLUMINARE!!!)
3- Ottimizzazione degli impianti in termini di potenze installate e interdistanze (mediamente rapporto Interdistanza / altezza palo superiore a 3.8-4)
4- Lampade ad elevata efficienza
5- Riduttori del flusso luminoso (notevoli sono i vantaggi dei riduttori di flusso: uniformita' di illuminamento, contenimento dei i consumi energetici, aumento della vita media della lampada, riduzionde dei costi di gestioni dell'impianto). (F.Arcidiacono)

D. Orbene nelle caratteristiche tecniche dei lampioni in listino non vedo specificato l'importante dato di 0 cd/klm a 90° e oltre. Quindi deduco che qualunque apparecchio illuminante stradale nella listra prodotti presentata da CieloBuio vada bene? Mi puoi indicare quali sono le case e quali i listini riportate in CieloBuio che rispondono alla legge Marche?
R. In CieloBuio abbiamo messo anche alcuni apparecchi che non sono a norma di legge lombarda, ma per individuare quelli adatti basta vedere se il vetro di protezione sporge, anche di pochissimo, dall'armatura. Se sporge non va bene. Alcuni degli apparecchi in catalogo hanno il vetro sporgente, ma sono disponibili anche con vetro piano incassato. Occorre verificare presso i produttori. Nei cataloghi di solito non compare lo 0 cd/klm, occorre chiederlo direttamente al produttore. Scegliete tre o quattro apparecchi che vi piacciono e fatevi mandare le curve fotometriche e i dati a angoli gamma > o = di 90° (cioe' sopra l'orizzonte). Alla fine prendete l'apparecchio che, compatibilmente con le 0 cd/klm a 90° e oltre vi permette di usare la maggior interdistanza possibile tra palo e palo, in modo da minimizzare i costi di installazione, manutenzione e gestione.
Ho guardato un po' di curve fotometriche su alcuni cataloghi. Puoi portare come esempio di buoni apparecchi a vetro piano questi della Fivep (tra parentesi l'angolo di intensita' massima):
Alcione (68°)
Sirio (65°)
Universo (66°)
Noor e Saba (70°)
Per confronto l'apparecchio Fivep a vetro prismatico Nova ha il massimo d'intensita' tra 62° e 72°, a seconda della lampada montata. Vedi dunque che non e' necessario aumentare il numero di pali. Con un'attenta progettazione di riesce ad arrivare e a superare anche le 4 volte il palo (interdistanza= 4* altezza palo).
Non ti mando i dati per altri produttori perche' nei cataloghi non specificano che vetro hanno usato per le misure (se piano o bombato). Comunque buoni apparecchi sono anche, ad es., il Lunoide della AEC, il QSA e QS della Carandini. (Fabio Falchi)

D. Nell'aggiornamento nei vecchi impianti, se dovessimo sostituire le vecchie lampade con quelle full cut-off ci vorranno piu' pali della luce per ottenere lo stesso effetto che producono i lampioni con lampade non cut-off? Quindi il risparmio che ottengo, utilizzando tali lampade, lo perdo aumentando il numero dei lampioni? Per i nuovi impianti basta progettarli con piu' pali ma, ovviamente, non ci sarebbe poi il risparmio!(un'assessore ai lavori pubblici)
R. Precisa che tu vuoi apparecchi full cut off e non cut off, cioe' apparecchi per cui sia zero solo sopra i 90 gradi e sotto ci puo' essere quello che vogliono (i cut off invece hanno un limite ad 80 gradi). E quindi non puo' esserci effetto sulla distanza dei pali, se il limite e' sopra i 90 gradi. Di all'assessore di stare in guardia perche' spesso le ditte appioppano ottiche pessime per poi poter dire "avete visto che con gli apparecchi a vetro piano non si illumina bene? Mi risulta che apparecchi di Cariboni e Carandini o Philips vanno anche a 4 volte l'altezza del palo. Devono usare lampade tubolari. Se acquistano apparecchi con ottiche scadenti allora di certo accadra' quello che il tecnico ha paventato e cioe' che non riusciranno a mantenere una interdistanza elevata. (Pierantonio Cinzano)

R. Quanto hai detto alla riunione e' giustissimo. Pierantonio ha giustamente puntualizzato che bisogna parlare di 0 cd/klm a 90° e oltre, non di cut-off, in quanto il cut-off ha dei limiti anche a 80°, obbligando ad usare una percentuale lievemente maggiore di pali. Se quest'ultimo limite a 80° non c'e', non c'e' neppure il problema sollevato dal tecnico. Ci sono apparecchi a 0 cd a 90° con intensità massima a 70° e oltre. L'interdistanza puo' e deve rimanere invariata e comunque superare le 3.5 volte l'altezza del palo. Prova a verificare se, usando i loro bei lampioni prismatici vanno oltre le 4 volte il palo, ne dibito. Di solito tirano fuori questa storia dell'interdistanza per evitare di usare apparecchi schermati, salvo poi mettere quello che vogliono con interdistanze cortissime.

Ti allego una mia risposta alle FAQ di CieloBuio che dovresti girare all'assessore:
La norma UNI 10439 è stata modificata nel luglio 2001. Oggi, in media, i livelli di luminanza richiesti sono maggiori che in passato e questo comporterebbe un aumento di inquinamento luminoso rispetto alla vecchia norma. La nuova norma introduce però un concetto importante: la classe illuminotecnica della strada dipende dal traffico. Se il traffico è minore del 50% del livello massimo consentito la classe diminuisce di una unità, se è minore del 25% la classe diminuisce di due unità. In pratica, salvo che nelle ore di punta e in poche strade, tutte le strade possono essere in questo modo illuminate con livelli inferiori a prima. In Lombardia questo diventa un obbligo. Questo apre nuove prospettive ai comuni che devono aggiornare vecchi impianti: se una strada è poco trafficata è possibile attribuirle una categoria illuminotecnica inferiore e quindi illuminarla di meno, evitando a volte di dover rifare gli impianti e, in ogni caso, permettendo notevoli risparmi energetici. (Fabio Falchi)

D. Ma la vostra legge è contro la regola d'arte cioè non prevede l'utilizzo della norma UNI 10819 e quindi non è applicabile.
R. In realtà la norma UNI 10819 prevede un livello massimo del flusso luminoso disperso al disopra della linea di orizzonte del 23% rispetto al totale. La LR 10/02 prevede una intensità luminosa di 0 cd/klm a 90° e oltre e quindi soddisfa pienamente la norma UNI mentre la norma UNI non soddisfa la legge Marche e quindi non è possibile più applicare la norma UNI nella nostra regione perché l'impianto sarebbe fuori legge (Diego Bonata)

D. Qual è il modo, ora che esiste la legge Marche, procedere nel modo più spedito possibile?
Comunque l'arma vincente per far applicare la legge è: informare che c'è quanto prima i COMUNI facendo sapere loro che è solo un bene per loro, ma soprattutto che se chiedono progetto conforme, e apparecchi conformi con tanto di certificato la responsabilità per le cose che non vanno non è più loro (o quasi). Se come in Lombardia spingiamo a richiedere questi certificati spingiamo a vendere sempre più apparecchi migliori (dapprima non tutti buoni ma comunque è certamente un risultato) e soprattutto ad accorciare drasticamente i tempi applicativi della legge. SCOPO PRINCIPALE è quindi far capire ai comuni che hanno tutto da guadagnarci se la fanno rispettare e chiedono tali certificati. (D. Bonata)

D. Nella Legge Marche Allegato B comma 9 si dice: "Nelle zone di particolare protezione ( 10 km attorno agli osservatori non prof., 30 attorno a quelli prof. e 5km dalle aree protette)......entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge tutti gli apparecchi illuminanti altamente inquinanti già esistenti, come globi, lanterne o similari, devono essere schermati o comunque dotati di idonei dispositivi in grado di contenere e dirigere a terra il flusso luminoso, nonché di vetri di protezione trasparenti. L'intensità luminosa non dovrà comunque eccedere le quindici candele per 1.000 lumen a 90° ed oltre. ...."Domande:
1) Le alette frangi luce applicate ai globi permettono di contenere l'intensità luminosa alle 15 cd/Klm a 90° e oltre?
2) Se le alette non sono sufficienti come e' possibile operare per bonificare questi impianti gia' esistenti con una piccola spesa per ogni punto luce in modo tale da rendere questa bonifica facilmente eseguibile? (F.Arcidiacono)
Ecco la risposta di Diego Bonata (poco positiva!): "..Ti do una risposta del tutto indicativa sulla base del catalogo on line da me realizzato (ma è verà solo nel 95% dei casi):1- I globi con alette rientrano nelle 15cd/klm? Risposta: NO!2- Come farli rientrare in modo poco costoso? Risposta (non sempre valida): inserendo alette molto fitte e schermando anche la parte superiore del globo - almeno la metà superiore meglio se di più. Come C'e' chi le vernicia e chi mette a disposizione calotte nere di copertura a costi ragionevoli ma non sempre è possibile farlo."

Ecco la risposta piu' positiva di Di Sora (presidente dell'IDA Italia): "..La Mareco ha prodotto recentemente un frangiluce nuovo e oscurato nella parte superiore che dovrebbe stare al di sotto di 15 cd/klm a 90° (ho visto tabelle con valori tipo 5/6 cd/klm). Un altro ancora lo ha realizzato la Disano ma non ho i dati delle tabelle I. Prova a cercarli sui cataloghi.

D. Quali sono i limiti di normale tollerabilita' per l'inquinamento ottico comunemente accettati ?
R. Sono quelli indicati nelle norme tecniche. Per esempio nella UNI 10439 (nella sua ultima versione) è prescritto un un indice di "abbagliamento debilitante" (TI) inferiore al 10%-15% a seconda delle strade (il valore scaturisce da alcune formule). Una volta c'era anche l'abbagliamento molesto (che imponeva che la sua misura G fosse maggiore di 6) ma ora è stato tolto. (Ing. Marco Vedovato)

D. Se un lavoro per un nuovo impianto di illuminazione e' stato appaltato prima dell'approvazione della Legge Marche ma i lavori ancora non o sono iniziati o sono da poco iniziati è possibile far applicare la legge?
R. Per effetto della Legge Regionale tutti gli impianti d'illuminazione esterna, istallati nelle Marche 60 giorni dopo la sua pubblicazione, devono obbligatoriamente essere a norma di legge (allegato B come previsto dall'art.13 comma 1), mentre, per quelli installati prima di tale data, e non a norma, la medesima Legge prevede, nelle zone tutelate, la loro sostituzione entro quattro anni dalla stessa data (art. 13, comma 2). Per gli impianti d'illuminazione esterna appartenenti a lavori pubblici appaltati prima del 1 ottobre 2002 e non ancora ultimati, l'art. 25, comma 1, a, della Legge n. 109/1994 ("Legge Merloni"), e successive modifiche ed integrazioni, consente le varianti in corso d'opera nel caso in cui siano sopravvenute disposizioni legislative e regolamentari. Di conseguenza detti impianti devono essere modificati ed adeguati alla nuova normativa introdotta dalla Legge Regionale n. 10/2002, che recepisce in toto lo spirito dell'art. 25 della "Legge Merloni", sancendo l'obbligatorietà dell'adeguamento degli impianti d'illuminazione esterna non ancora eseguiti od in via d'esecuzione.

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