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Come molte città di mare, la provincia di Pesaro è caratterizzata da un intenso
inquinamento luminoso nella zona costiera, inquinamento che è andato aumentando con il
passare degli anni. Chi scrive ricorda quando dalle alture del Colle Ardizio, circa 15
anni fa, era possibile osservare distintamente nelle notti estive la Via Lattea, mentre
adesso risulta appena percettibile. Da questa semplice osservazione è evidente che il
tasso di illuminazione è andato aumentando sempre di più. Non oso immaginare quindi come
potesse essere il cielo notturno circa 20 o 30 anni fà!!
Oggigiorno nel cielo del Colle Ardizio l'alone luminoso della città di Pesaro arriva
quasi allo zenit rendendo difficile vedere le stelle a ovest, mentre a sud-est è Fano che
contribuisce maggiormente a schiarire il cielo. La parte più buia (relati vamente
parlando) è l'est, in direzione del mare aperto, e il sud-ovest in direzione dell'interno
della provincia. La situazione è peggiore nel San Bartolo dove a Pesaro si aggiunge
l'inten sissima illuminazione della costiera romagnola lungo la quale, in modo
irrazionale, molta luce viene dispersa verso l'alto invece di illuminare le strade.
Per chi abita in città è ovviamente possibile vedere solamente le stelle più luminose
in cielo, essendo questo quasi uniformemente illuminato. Si potrebbe affermare che è cosa
normale che dall'interno di un centro cittadino, per ragioni di sicurezza, l'illuminazione
sia tale da privarci della visione del cielo stellato. Ma questa è una affermazione un
po' sbrigativa dato che, per esempio, nella città di Tucson, in Arizona (USA), sono stati
applicati con successo una serie di accorgimenti, arrivando ad ottenere un risparmio
energetico di oltre il 50% mantenendo invariato il livello di illuminazione. Dal centro di
Tucson, ora, si può vedere la Via Lattea! |
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| La città di Pesaro fotografata dal Colle Ardizio (Ledimar). Oramai
non è più possibile, anche dalle zone di campagna vicine alla città, godere di un cielo
libero da luci. Non è concepibile che tanta energia luminosa venga sprecata in questo
modo rovinando una delle cose che l'uomo ha osservato, venerato e temuto fin dalle
sue origini: il Cielo Stellato. Tra le cose paradossali è che si parla tanto di risparmio
e si concede invece la possibilità a tanti locali notturni di poter dirigere potenti
fasci di luce verso il cielo causando un disastroso impatto ambientale. |
I racconti dei nostri nonni, che spesso e volentieri vengono presi alla legge ra, non sono
poi così privi di senso: è proprio vero che "ai miei tempi nel cielo c'erano molte
più stelle!". E questo non è un luogo comune.
Per poter recuperare questo patrimonio culturale, che è di tutti, il Gruppo Astrofili
Pesarese si sta muovendo in più modi. Oltre a sensibilizzare l'opinione pubblica e le
nostre autorità trattando l'argomento in questione in tutti i luoghi e momenti possibili,
è intenzione procedere nei prossimi mesi ad un attento monitoraggio della nostra
provincia per avere in mano dei dati il più possibili oggettivi e per poter portare a
conoscenza, a chi di dovere, le situazioni di maggior spreco energetico e di conseguenza
maggior inquinamento luminoso. Per questo c'è l'intenzione di collaborare anche con altre
associazioni del settore e anche con chi voglia dare il proprio contributo. |
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| La città di Fano in una
immagine scattata dal Monte Ardizio nel 1997. E' impressionante l'alone di luce
che si alza verso il cielo rendendo impossibile la visione di oggetti celesti fino a circa
30° dall'orizzonte. Ancora una volta è ben visibile nella fotografia la componente
verde e gialla sintomo di un diffuso inquinamento da illuminazione pubblica causato da
lampade ai vapori di mercurio e al sodio ad alta pressione. L'utilizzo invece di
lampade al sodio a bassa pressione che disturbano meno delle altre permetterebbero - a
parità di illuminazione - una diminuzione dei consumi del 70% rispetto alle lampade
alogene, e del 30% rispetto a quelle al sodio ad alta pressione. |
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per il G.A.P. Fabio Arcidiacono |
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