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Gruppo Astrofili Pesarese

...................................................................Lunedì 06 Settembre 2010

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La "scoperta" del Monte Petrano
L'attività fotografica e osservativa del gruppo fino a questo momento si svolse nelle colline limitrofe a Pesaro e principalmente dal colle Ardizio. Le notti veramente limpide e senza luna per poter compiere osservazione e fotografie astronomiche sono molto rare e quindi quando si presentava l'occasione qualunque giorno fosse eravamo pronti a passare gran parte della notte all'aperto. Chiaramente capitava di dovere andare la mattina seguente a scuola. Tutto questo allora era possibile poichè l'inquinamento luminoso pur essendo già presente non ostacolava in maniera determinante la nostra passione. Ma l'espansione urbana e l'incontrollato aumento dell'illuminazione pubblica sia a Pesaro che a Fano ci costrinse a cercare un sito alternativo ai già esistenti. Bisognava quindi cercare un luogo intorno ai 1000 metri di altezza, buio e non molto distante da Pesaro. Dopo un'attenta ricerca (settembre 1984) nelle colline e monti della provincia la nostra scelta cadde sul Monte Petrano. Esso rispondeva alle nostre esigenze. Infatti ad un'altezza di circa 1000 metri presenta un ampio pianoro raggiungibile in macchina in circa 45 minuti. Questo ci avrebbe permesso di poter osservare tutta la notte e di rientrare alla mattina. Decidemmo di effettuare la prima spedizione per l'estate successiva.

Il primo campo astronomico
E' commovente ricordare tutto il prologo della preparazione per la prima nottata sul Petrano, tutte le varie situazioni più o meno paradossali che si erano create. L'impresa programmata a tavolino con uso di astrolabi e cartine era a dir poco impossibile: un vero programma alla tedesca in cui i vari componenti del gruppo erano meccanismi di un orologio semplicemente perfetto. Di una cosa non avevamo tenuto conto: il fattore umano. L'imponente programma della prima nottata osservativa consisteva in turni e ritmi osservativi e fotografici serratissimi dove le pause di riposo non potevano superare tassativamente i 5 minuti primi. L'ardore e l'euforia giovanile ci avevano fatto dimenticare che potevano succedere degli imprevisti. Durante i giorni trascorsi ad organizzare la spedizione nacque il problema che perseguita ancora in maniera ossessiva i componenti del gruppo: il "paravento". Si tratta di una struttura che ripara gli strumenti e l'astrofilo dai taglienti venti quando si osserva in alta montagna. Il paravento deve rispondere a vari requisiti: trasportabilità, funzionalità e facilità di montaggio. E' quest'ultimo punto che ancora oggi incute terrore ai membri del gruppo. Il primo modello raggiungeva la lunghezza di circa 8 metri, mentre l'ultima e perfezionata versione raggiunge la notevole lunghezza di circa 21 metri. Montare un telone di plastica pesante, di 3 metri di altezza e per giunta inspiegabilmente sempre intorno al crepuscolo, utilizzando paletti e materiale da campeggio, ci impegna tuttora circa un'ora.
Finalmente il giorno 17 luglio 1985 alle ore 15:00 partimmo. Arrivammo un po' presto, circa 5 o 6 ore prima del tramonto! Ciò ci permise di fare un attento sopralluogo e notammo qualcosa di molto interessante utilizzato sempre nelle successive spedizioni: un punto tipico di ristoro gastronomico.Pur tra mille imprevisti della prima volta, riuscimmo a svolgere molto lavoro sia con i telescopi visuali e fotografici, sia attraverso vari binocoli e comodissime sdraie. Durante la nottata, mentre eravamo intenti a fotografare, un intenso bagliore illuminò a giorno la zona. Qualcuno disse erroneamente di smettere di giocare con le pile elettriche, altri imprecarono contro immaginari automobilisti notturni, ma infine l'istinto ci portò a guardare in alto verso il cielo. Fummo testimoni per la prima volta di uno spettacolo naturale meraviglioso. Una meteorite o meglio un bolide era esploso sopra di noi lasciando una fantastica scia di colore verde smeraldo scolpita per circa 3 minuti sulla volta celeste. Solamente chi guarda il cielo stellato da località buie e lontane dalle luci cittadine ha qualche probabilità di assistere ad un tale fenomeno. Questa prima esperienza pose le basi per le successive e più impegnative spedizioni.

Il primo campo astronomico

I partecipanti al primo campo astronomico sul Monte Petrano nel luglio 1985.
Da sinistra a destra: Marco Persini, Fabio Arcidiacono, Francesco Bocchino, Maurizio Mucci (presidente del GAP) e Giovanni Panzieri

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