Il primo campo astronomico
E' commovente ricordare tutto il prologo della preparazione per la prima nottata sul
Petrano, tutte le varie situazioni più o meno paradossali che si erano create.
L'impresa programmata a tavolino con uso di astrolabi e cartine era a dir poco
impossibile: un vero programma alla tedesca in cui i vari componenti del gruppo erano
meccanismi di un orologio semplicemente perfetto. Di una cosa non avevamo tenuto conto: il
fattore umano. L'imponente programma della prima nottata osservativa consisteva in
turni e ritmi osservativi e fotografici serratissimi dove le pause di riposo non potevano
superare tassativamente i 5 minuti primi. L'ardore e l'euforia giovanile ci
avevano fatto dimenticare che potevano succedere degli imprevisti. Durante i giorni
trascorsi ad organizzare la spedizione nacque il problema che perseguita ancora in maniera
ossessiva i componenti del gruppo: il "paravento". Si tratta di una struttura
che ripara gli strumenti e l'astrofilo dai taglienti venti quando si osserva in alta
montagna. Il paravento deve rispondere a vari requisiti: trasportabilità, funzionalità e
facilità di montaggio. E' quest'ultimo punto che ancora oggi incute terrore ai
membri del gruppo. Il primo modello raggiungeva la lunghezza di circa 8 metri, mentre
l'ultima e perfezionata versione raggiunge la notevole lunghezza di circa 21 metri.
Montare un telone di plastica pesante, di 3 metri di altezza e per giunta inspiegabilmente
sempre intorno al crepuscolo, utilizzando paletti e materiale da campeggio, ci impegna
tuttora circa un'ora.
Finalmente il giorno 17 luglio 1985 alle ore 15:00 partimmo. Arrivammo un po' presto,
circa 5 o 6 ore prima del tramonto! Ciò ci permise di fare un attento sopralluogo e
notammo qualcosa di molto interessante utilizzato sempre nelle successive spedizioni: un
punto tipico di ristoro gastronomico.Pur tra mille imprevisti della prima volta, riuscimmo
a svolgere molto lavoro sia con i telescopi visuali e fotografici, sia attraverso vari
binocoli e comodissime sdraie. Durante la nottata, mentre eravamo intenti a fotografare,
un intenso bagliore illuminò a giorno la zona. Qualcuno disse erroneamente di smettere di
giocare con le pile elettriche, altri imprecarono contro immaginari automobilisti
notturni, ma infine l'istinto ci portò a guardare in alto verso il cielo. Fummo
testimoni per la prima volta di uno spettacolo naturale meraviglioso. Una meteorite o
meglio un bolide era esploso sopra di noi lasciando una fantastica scia di colore verde
smeraldo scolpita per circa 3 minuti sulla volta celeste. Solamente chi guarda il cielo
stellato da località buie e lontane dalle luci cittadine ha qualche probabilità di
assistere ad un tale fenomeno. Questa prima esperienza pose le basi per le successive e
più impegnative spedizioni.
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