Osservazione Stelle Variabili
L'attività scientifica che impegna il più gran numero di astrofili è
l'osservazione di stelle variabili, cioè di quegli astri che mutano di splendore di
tempo in tempo, con regolarità in certi casi, ma molto spesso in modo del tutto
imprevedibile. Per questo tipo di lavoro non occorrono grandi strumenti. Ciò che conta è
la costanza, l'assiduità, la possibilità di dedicare le notti serene
all'osservazione con qualunque clima. Il compito dell'astrofilo consiste nello
stimare la luminosità della stella variabile e registrare la sua variazione nel tempo.
Sono dati questi che un astronomo professionista non può raccogliere perchè dovrebbe
impiegare un'enorme quantità di tempo e moltissimi strumenti, mentre egli ha ben
altri lavori sui quali impiegare la sua costosa strumentazione. L'astrofilo invece
può fare in questo campo un lavoro serio ed estremamente utile perchè può offrire dei
dati alla scienza che altrimenti essa non potrebbe acquisire. Tra le varie associazioni il
G.A.P. nel 1986 contattò l'americana AAVSO (American Association of Variable Star
Observers) tramite il Gruppo Astrofili di Milano che fungeva da centro di raccolta dati
per le associazioni astrofili italiane. Con la loro collaborazione oltre la normale
attività fotografica cominciammo a dedicarci allo studio di questo tipo particolare di
stelle.
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Osservazione stelle variabili in collaborazione con
l'AAVSO |
Studio di sciami meteoritici
Si sa che nell'arco dell'anno, specialmente in particolari periodi, la terra
viene investita da una grande quantità di piccoli corpi i quali, incontrando ad alta
velocità l'atmosfera terrestre, diventano luminosi e lasciano nel cielo una fugace
traccia che termina nel punto ove il meteorite si è dissolto. In genere si tratta di
particelle molto piccole che non riescono a raggiungere intatte la superficie della terra;
solo in casi eccezionali le grandi dimensioni consentono al corpo di raggiungere il suolo.
Si tratta in questo caso di meteoriti, detti bolidi, il cui reperimento sul luogo di
caduta può essere molto utile per la scienza. Spesso appaiono delle vere e proprie
"piogge" di meteore, come le Perseidi, per esempio, attorno al 10-12 agosto (le
cosiddette "lacrime di San Lorenzo"). Per studiare le frequenze delle meteore e
per tracciarne la traiettoria in cielo non servono grandi attrezzature: una sedia sdraio,
una particolare carta celeste su cui segnare a matita le traiettorie, una debole luce
portatile ed un buon orologio. Ciò che occorre in grande misura è invece una buona dose
di pazienza, di costanza e di resistenza al freddo e al sonno. L'osservatore deve
sorvegliare sempre la zona del cielo scelta; appena avvistata una meteora deve annotare su
apposita scheda e carta celeste la traiettoria, la luminosità e l'inizio del
fenomeno. Successivamente i dati raccolti vanno risistemati e ridotti secondo metodi
standard. Su questo filone il G.A.P lavorò nel 1986 con alcuni rappresentati del Gruppo
Astrofili di Rimini in contatto con l'Unione Astrofili Italiana; l'attività si
concentrò sullo studio dello sciame delle Perseidi e di altri sciami minori autunnali. In
figura 21 è riportata una carta celeste utilizzata per una seduta osservativa con la
tabella ove sono annotate le caratteristiche di ogni singola meteora osservata.
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Osservazione di sciami meteoritici in collaborazione con
l'U.A.I. |