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La pratica del campeggio astronomico si sta diffondendo in Italia con
l'aumentare del numero di associazioni di astrofili. E' un'ottima occasione
per trascorrere vacanze lontane dal solito clichè dell'italiano che, incolonnato per
ore con l'automobile sulle autostrade, raggiunge luoghi di villeggiatura
affollatissimi e torna in città con il cervello intontito e il fisico a pezzi. Il
campeggio astronomico è un'altra cosa. Innanzitutto si scelgono accuratamente luoghi
appartati in montagna dove di giorno regna il silenzio e di notte il buio.
Un'occasione eccezionale per chi ama l'astronomia pratica e al tempo stesso la
natura. Il Gruppo Astrofili Pesarese ha iniziato l'avventura del campo astronomico
nel luglio del 1990. La località prescelta era il Blokhaus, località in Abruzzo a 2000
metri di altitudine sul massiccio della Maiella. Purtroppo c'era foschia piuttosto
alta, il cielo si presentava di un bell'azzurro e c'era calma di vento. Al
calare della notte, ultimata come al solito al buio la noiosissima installazione del
paravento, ci siamo resi conto di quanto il Blokhaus sia vicino alla costa. In direzione
nord, per 180° da ovest ad est, la vallata era una compatta distesa di luci che rendevano
il cielo praticamente giallo: Pescara, Chieti e Francavilla erano perfettamente
identificabili. Per fortuna verso sud le cose andavano decisamente meglio grazie
all'imponente massiccio della Maiella. Probabilmente la qualità del cielo era
paragonabile a quello di un discreto Monte Petrano dei tempi d'oro. Fotografammo gli
oggetti caratteristici delle costellazioni del Sagittario, dello Scorpione e del Cigno. La
nottata volò molto rapidamente tra una foto, una meteora, qualche biscotto e molte
battute. La sensazione più bella comunque l'abbiamo provata al mattino quando, a
cinque minuti di macchina dalla vetta, ci aspettava la pensione di "Mamma Rosa"
con una abbondante colazione e un meraviglioso letto! Sembrava che ormai fosse andato
tutto liscio invece, al risveglio pomeridiano, abbiamo avuto la brutta sorpresa di trovare
una gomma a terra. Ovviamente quella di scorta era sotto duecento chili di telescopi,
cartine e paraventi vari. Del resto, se non fosse successo niente, che trasferta del
gruppo astrofili sarebbe stata?
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